Internet: 10% adolescenti da 12 a 14 anni vittime dei cyberbulli

1 febbraio 2010 - pubblicato da Rossella Colapietra in Senza categoria

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Piccoli, ma gia’ esposti alle insidie del bullismo via Internet. Secondo uno studio dei ricercatori europei, infatti, circa il 10% degli adolescenti tra i 12 e i 14 anni e’ vittima del cyberbullismo. “Un problema che puo’ essere piu’ serio del bullismo convenzionale, perche’ in questo caso la vittima viene lasciata in pace almeno la sera e nei fine settimana, mentre i ragazzini che incappano in un cyberbullo non hanno rifugio”, spiega Ann Frisen, psicologa dell’Universita’ di Gothenburg (Svezia), componente di una rete di studiosi europei che sta conducendo un’analisi su questo fenomeno. I ragazzini bersaglio del bullismo tecnologico “possono essere minacciati continuamente attraverso sms o siti web, oltretutto le informazioni si diffondo rapidamente, e puo’ essere difficile rimuoverle dalla Rete. Inoltre spesso e’ complicato identificare la fonte” dei messaggi aggressivi. Ma come funziona questa nuova insidia? “Il cyberbullismo si verifica quando le nuove tecnologie come i computer e i telefonini sono usati per minacciare qualcuno. I ‘carnefici’ spesso usano sms, e-mail, chat e perfino Facebook per diffondere i loro attacchi”, continua l’esperta che cita il gruppo presente sul noto social network ‘Vi som hatar Stina Johansson’ (‘Quelli che odiano…’). “E’ stato un gruppo molto difficile da rimuovere dalla Rete”, confessa la Frisen che e’ rimasta in contatto con i genitori di Stina per oltre un mese. Insomma, come dimostra anche il recente caso della pagina contro i bimbi Down, il piu’ famoso dei social network puo’ essere una cassa di risonanza potentissima per messaggi negativi. Ai danni non solo di personaggi pubblici, politici o vip, ma anche di ragazzini indifesi. Ma chi sono le vittime dei bulli telematici? “Adolescenti di 12-14 anni, nel periodo scolastico. Quasi sempre i ‘cattivi’ arrivano dalla stessa scuola della vittima”, risponde la psicologa, secondo cui l’anonimato garantito dalla Rete “consente di usare un linguaggio piu’ libero e aggressivo del normale”.

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