Il creatore del primo virus per Iphone ‘vince’ un posto di lavoro.

“È necessario essere estremamente chiari: creare worm e virus non è cool e non è un modo per trovare lavoro”. L’esperto di sicurezza informatica, Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos ha commentato così l’assunzione di Ashley Towns, l’ideatore di Ikee, i primo worm per iPhone, in un’azienda che crea applicazioni per iPhone. “È paradossale che proprio chi ha creato un virus informatico sia stato ora assunto per sviluppare nuove applicazioni per iPhone”. Sulla sua pagina di Twitter, Ashley Towns esulta: “Evviva! Ho trovato un lavoro! Sono uno sviluppatore di applicazioni per iPhone!”.
Come ha segnalato Sophos pochi giorni fa, il codice sorgente di Ikee è stato recentemente utilizzato per creare un nuovo virus, estremamente più dannoso perché sottrae dati sensibili, come le coordinate bancarie, e crea una botnet di computer colpiti. “Towns ha dichiarato apertamente di aver infettato da solo oltre un centinaio iPhone e di non essere assolutamente pentito del proprio gesto. E ora sembra quasi aver ottenuto una ricompensa: tutto ciò è davvero sconfortante”, ha aggiunto Cluley. “Per di più, Towns non sembra affatto in possesso di particolari qualità come programmatore: il suo codice era pieno di errori”.
Comparso pochi giorni fa in Australia, il virus Ikee si limita a sostituire il wallpaper degli iPhone craccati con un’immagine della pop star degli anni Ottanta Rick Astley. Nonostante il basso potere virale, tuttavia, il bacino d’infezione è potenzialmente molto ampio. Sarebbero a rischio tra i 17.000 e i 25.000 iPhone.
Ashley Towns non è il primo creatore di worm o malware ad aver fatto ottenuto notorietà e un posto di lavoro dopo aver scritto un virus informatico: nel 2001, il sindaco di Sneek, cittadina olandese, candidò il creatore del worm Anna Kournikova a un posto nel dipartimento IT dell’amministrazione locale. Cinque anni più tardi, un caso analogo: Sven Jaschan, ideatore dei famigerati worm Netsky e Sasser, venne assunto da un’azienda tedesca attiva nel settore dell’IT security, suscitando la reazione sdegnata della comunità informatica. Nel 2007, infine, un hacker cinese infettò con un malware la rete di un’azienda locale, ottenendo in cambio un’offerta di lavoro e uno stipendio mensile di un milione di yen.



















































