Google lancia Wave, la mail che è anche social network

Alla Conferenza annuale di San Francisco è stato presentato Wave, un nuovo strumento di Google per comunicare nell’universo digitale. A detta dei programmatori della casa di Mountain View, è destinato a sostituire le e-mail e a rivoluzionare la maniera in cui lavoriamo.
Creato, con l’aiuto di un manipolo di sviluppatori dell’ufficio di Sidney, dai due programmatori ai quali si deve Google Map, Wave è un ibrido che raccoglie in una sola schermata le e-mail, gli instant message, e tutte le soluzioni esistenti per il video e l’audio sharing. Usando Wave si possono scambiare testi, immagini, video, musica e conversare, il tutto in tempo reale e lo possono fare in una situazione di gruppo avendo inotre la possibilità (come si fa con un registratore) di riavvolgere la conversazione - anche a distanza di giorni – e vedere quello che è stato discusso e casomai aggiungere dei nuovi contenuti o apportare delle modifiche a quelli già pubblicati.
Google definisce questo nuovo tipo di comunicazione collaborative conversation stream, flusso di conversazione collettiva. Google Wave è semplice: per utilizzarlo basta aprire una finesta nell’apposita applicazione e aggiungerci la posta elettronica delle persone con le quali si intende collaborare o conversare. Una volta invitate queste possono cominciare a caricare messaggi, foto, video, filmati: il materiale diventa visibile nel momento stesso in cui viene caricato e può essere modificato – pure questa azione in tempo reale – da uno qualsiasi dei conversanti. La nuova applicazione sarà disponibile al pubblico a partire dai prossimi mesi.
Lars Rasmussen, che col fratello Jen aveva creato Google Map quando ancora lavorava a Where 2 Tech (che fu poi acquistata da Google), ha dichiarato: “Con Jen avevamo cominciato a discutere già un paio di anni fa di come sarebbero state le e-mail del futuro e ci rendemmo conto che non c’era ragione di mantere le conversazioni testuali separate dai video, dagli audio e dalle immagini“.
E per trovare una soluzione a questa separazione i due hanno creato una soluzione che è un po’ Twitter, un po’ Friendfeed e un po’ Facebook avvolti tutti in un solo contenitore.
Certo molto dipende dagli sviluppatori, ha sottolineato Rasmussen, e proprio per questo oltre a farne un open source, Google ha offerto immediatamente i codici per la programmazione del nuovo strumento ai partecipanti alla conferenza, quelli che invece se ne sono restati a casa possono cominciare a sperimentare il software recandosi sul sito di Google.
Ed è proprio da questo ambito che potrebbero arrivare le sorprese più interessanti, perché secondo Rasmussen sarà proprio facendo ricorso all’intelligenza collettiva che Google sarà in grado di produrre nuove forme di comunicazioni digitale che si avvantaggiano delle capacità dei computer moderni piuttosto che imitare forme di comunicazioni antiquate come le lettere e il telefono.



















































